Limpida Mente

RELAZIONI - Le interviste di LimpidaMente

Alcune domande a ROSELLA LATELLA

Nata ad Ancona, vive e lavora a La Spezia. Psicoterapeuta e sessuologa, è docente presso la Scuola Universitaria di Naturopatia Jean Monnet di Genova ed è relatrice di conferenze su temi di psicologia e parapsicologia. Conduce corsi e seminari su temi come "L'autostima", "La coppia in crisi", "Sessualità consapevole", "Il sogno", "La psicologia del femminile", "Il bambino interiore", "Psicologia transpersonale", "La sincronicità (ipotesi sulle coincidenze speciali che ci cambiano la vita)" e altro ancora. È autrice del romanzo "Ai miei piedi".

Rosella Latella

ROSELLA LATELLA
Domanda: Lei è psicoterapeuta e sessuologa. È la sua attività ad averle ispirato il romanzo "Ai miei piedi"?
Risposta:
«Direi di sì. Anche se è difficile dire come e quando ha preso forma l’idea di questo romanzo. Volevo una storia che mi permettesse di veicolare alcuni pensieri, che per me sono importanti: 1) Anche se siamo nati, non è detto che siamo vivi. Dipende dalle opportunità che diamo a noi stessi di esprimere quello che siamo. 2) Non esistono confini definiti e assoluti tra bene e male, buono e cattivo. Questa logica binaria ci ha sempre disorientato».

Nel suo romanzo prevale, come argomento portante della narrazione, l'attività sessuale. Il sesso è importante per l’equilibrio psicologico di una persona?
«Certamente sì. Eros è il fuoco di cui ogni vita ha bisogno. È la scintilla che ci fa sentire vivi e che ci trasforma. La stasi sessuale, se perdura nel tempo, può produrre conseguenze indesiderabili sul piano psicologico e fisico».

Perché molte persone, come la protagonista del suo romanzo, sentono l’esigenza di avere esperienze sessuali al di fuori della coppia?
«Potrei rispondere con un’altra domanda: un unico ceppo, può bastare a tener vivo un fuoco? Siamo esseri umani. Progettati per innamorarci, ma non per essere sempre innamorati della stessa persona».

Queste esperienze indicano la fine dell’amore?
«Non necessariamente. Quando un rapporto si fa imprigionante, è naturale concluderlo cercando altre esperienze. Ma a volte i partner si amano e sono fortemente motivati a restare assieme anche se, sul piano sessuale, si sentono lontani l’uno dall’altro. L’amore passionale, col tempo, si trasforma in amore solidale, quasi fraterno. Oppure possono insorgere desideri nuovi, che non si armonizzano con quelli del partner, o il bisogno di verificare la propria capacità seduttiva, per sentirsi ancora in gioco. In questi casi le esperienze sessuali al di fuori della coppia possono rivelarsi funzionali: nel senso che mantengono in equilibrio la coppia, nonostante le difficoltà».

Un partner tradito sessualmente, può perdonare?
«Secondo me, la fedeltà in senso stretto, non è un valore. Il valore è l’amore. Ci sono persone che sono fedelissime perché sono insicure o inibite. Questo tipo di fedeltà, cosa ha a che fare con l’amore? Non credo che il tradimento sessuale sia una colpa. Chi tradisce sessualmente il proprio partner ha sempre le sue motivazioni. Chi è tradito può comprenderle o non comprenderle. Accettarle o non accettarle. Non è questione di “perdono”. Piuttosto, c’è una ferita narcisistica che deve essere curata».

L’esigenza sessuale è vissuta allo stesso modo dalle donne e dagli uomini?

«Rispondo citando un brevissimo brano del mio romanzo: "La saggezza orientale insegna che la donna è come l’acqua: lenta a bollire e lenta a raffreddarsi, mentre l’uomo è come il fuoco: si accende subito e si spegne in fretta"».

Che rapporto c’è tra amore e fedeltà?

«Ciò che amiamo non sarà mai completamente nostro. Nel momento in cui conquistiamo l’oggetto del nostro desiderio e del nostro amore, sentiamo anche che esiste la possibilità di una perdita. E questa consapevolezza ci rende ansiosi. Più ci sentiamo piccoli e deboli, più abbiamo bisogno della fedeltà del partner. Il partner che ama solo noi e si dedica solo a noi ci fa sentire unici. Ma non si può essere tutto per l’altro, per tutta la vita. È possibile solo se il partner disconosce i suoi bisogni. E allora tradisce se stesso per non tradire noi».

Qual è il segreto per vivere bene un rapporto di coppia?
«È bello vivere in coppia se si cresce assieme. E si cresce assieme se c’è una giusta distanza tra i partner. Due alberi piantati troppo vicino l’uno all’altro non trovano lo spazio di cui hanno bisogno e non riescono a svilupparsi nel modo giusto. In amore la sfida fondamentale è questa: diventare NOI, senza dimenticare che esistono un IO e un TU distinti e separati».

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