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CULTURE - Le interviste di LimpidaMente

Alcune domande a CLAUDIA CALDEROLI

Claudia Calderoli è nata a Bergamo nel 1951. Poetessa e scrittrice, è un’insegnante di scuola elementare in pensione. Attualmente si occupa di grafologia. Ha pubblicato il romanzo "Benedetta. Il suo nome è la sua storia" e le raccolte poetiche "Pensieri in cammino" e "Nel giardino della vita". La intervistiamo in occasione della pubblicazione del suo libro "Abbecedario di grafologia", uscito nel 2017.

Claudia Calderoli

CLAUDIA CALDEROLI

Domanda: È stato pubblicato il suo "Abbecedario di grafologia". A quale genere di lettori è rivolto?
Risposta: «"Abbecedario di grafologia" è rivolto a quanti iniziano un percorso di studi grafologici, essendo un vademecum di tipologia di grafie classificate ciascuna con la propria definizione dettata dalla Grafologia Morettiana e corredate di una sintetica spiegazione del significato contenuta nelle "parole chiave". Ciò permette di avere sempre a portata di mano una sorta di pro-memoria per lo studente. Vuole essere anche un libro che può interessare quanti desiderano approcciarsi per curiosità a questa affascinante disciplina ed averne una sintetica conoscenza».

Come è strutturata l’opera ? Quale sono i contenuti?
«Il testo, dopo una breve presentazione, apre con una prefazione che esprime in sintesi il simbolismo spaziale che traccia i principi cardine su cui si basa la grafologia di ogni scuola e paese. Presenta sinteticamente la Grafologia Italiana dai primordi al fondatore Padre Girolamo Moretti e illustra la sua vita, le sue opere, il suo metodo. Successivamente, seguendo l’ordine alfabetico, inserisce nominalmente ogni segno corredato di esempi di grafie e corrispondenti significati».

In quanto tempo ha raccolto il materiale utile per la pubblicazione del volume?
«Ci sono voluti molti anni per raccogliere, catalogare, scegliere le grafie che maggiormente si addicevano a quel segno e, ancor prima, impiantare l’ossatura dell'"Abbecedario"».

Quali sono i principali campi di appicazione della grafologia? Qual è la sua utilità?
«La grafologia ha la funzione di poter essere uno strumento d’indagine e conoscenza dell’uomo. Scrivendo su un foglio bianco "l’uomo che scrive disegna inconsapevolmente la sua natura interiore: lo scrivente con la sua scrittura fa il proprio autoritratto", come ha affermato Max Pulver. Oltre che per un’analisi della persona la grafologia può essere utilizzata nell’ambito scolastico e nell’età evolutiva affiancandosi ad altri specialisti per supportare la scelta del tipo di scuola da intraprendere o sempre più frequentemente per affiancarsi ad alunni con problemi di disgrafia. Può essere d’aiuto nella scelta professionale, per consulenza familiare e non da ultimo per le perizie giudiziarie dove il perito grafico non si identifica con il grafologo. La sua figura, prevista dai codici, può essere utilizzata come ausiliario del Giudice o come difensore tecnico di parte».

Quando viene richiesta una perizia grafologica? Vi sono stati molti casi giudiziari risolti grazie a questo tipo di perizia?
«I casi in cui viene richiesta una perizia sono svariati: riguardano firme su cambiali e assegni, stesura di testamenti, lettere anonime, scritte sui muri con bombolette spray, firme false su quadri. Le perizie servono a questo scopo e quindi molti casi giudiziari si risolvono grazie alla perizia grafologica».

Lei ha scritto anche libri di altro genere. Ci ricorda quali sono?
«"Benedetta, il suo nome è la sua storia" , "Pensieri in cammino", "Nel giardino della vita"».

A quale dei suoi libri tiene di più?
«"Benedetta, il suo nome è la sua storia" è in assoluto il libro cui tengo molto poiché, anche se semplice, è un racconto che parla della storia mia e di mia figlia. È un ringraziare quanti ci hanno aiutato nel cammino e vorrei che fosse letto da persone che attraversano le mie stesse difficoltà per indurli a non desistere mai, a cercare sempre, provare, rialzarsi dopo le delusioni perché arriva sempre una risposta anche da uno sguardo che ti ricarica: il Signore riempie sempre le nostre mani vuote!».

Si dedica molto alla scrittura? Ha in cantiere altre pubblicazioni?
«Mi capita di scrivere dei pensieri che mi frullano nella mente e ciò avviene per caso, su foglietti che poi rielaboro e riordino. Dopo questo ultimo libro cui tenevo tanto, poiché è stato inizialmente un lavoro che in primis avevo fatto per me e poi ho deciso di condividere, mi prendo una pausa».

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