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CULTURE - Gli articoli di Limpidamente

I PARCHI LETTERARI
di Stanislao Nievo
(Scrittore, 1928-2006)


In questa intemperie nazionale, che cosa fa la cultura? Annusa, parla qua e là come suo costume, sui giornali dà consigli da grillo parlante, scruta nelle proprie palle di cristallo, in cerca dell'Europa e del nuovo millennio. Lo fa con tono alterno, in parte anche d'ottimismo, radice che è della fiducia, tubero nutritivo dell'Europa nascente. Ma in pratica che cosa può fare la cultura? Data la sua natura anticipativa, dovrebbe inventare qualcosa. Deve dare una mano fisica, proporre qualcosa di concreto, moduli o meccanismi anche piccoli ma innovatori. La cultura è il verde degli intellettuali, ortolani della mente. Ma al tempo stesso sono orchidee epifite nel migliore dei casi, o funghi immangiabili nel peggiore, comunque saprofiti spesso carichi di proteine per il benessere e malessere della mente. L'intellettuale è una figura assoluta della società, da sempre. Dovrebbe indicare la qualità. L'ha fatto nei secoli, oggi potrebbe inaugurare, mutatis mutandis democratiae, una forma migliore dell'antico libro e moschetto: libro e Parco Letterario.
Il nostro territorio, fra mille problemi, ha quello di salvare certe aree che furono cantate da grandi poeti e scrittori, aree per fortuna della sorte restate intatte o quasi e che meritano di essere conservate, attrezzate e provviste di motivi sociali per frequenza, studio, spettacolo, bellezza. Insomma, gli intellettuali, almeno quelli che in qualche modo si occupano di paesaggio, letteratura e storia, potrebbero curarsi - i più fantasiosi e meno pigri - di un Parco Letterario vicino al luogo di residenza. E' una proposta duemilesca, dato il sospetto e l'egocentrismo prevalente nella categoria. Ma l'ottimismo è esercizio da leva militare e civile oggi, se accompagnato da disciplina.

Com'è fatto un Parco Letterario? Ce ne sono circa trenta in tutta Italia. Tra questi ce n'è uno, fra Veneto e Friuli, lungo il corso di un piccolo, leggiadro fiume, il Venchieredo. E' un vero orto della mente, con alberi, prati, uccellini, acque e storia. Si sono fermati qui Ippolito Nievo e Pier Paolo Pasolini. Entrambi ne hanno scritto. C'è una fonte che forma una fontana, la fontana di Venchieredo, famosa pagina de "Le confessioni di un italiano".
Sull'onda del mio progetto, delineato ampiamente in quattro volumi intitolati "Parchi Letterari" ed editi da Abete, Ricciardi e Marsilio, in autonomia e sintonia, un architetto paesaggista, il presidente d'una cooperativa ed un sindaco, anzi due, due primi cittadini illuminati, aiutati da un gruppo di volontari, hanno dato vita - ognuno secondo la propria inclinazione e professione - al Parco Letterario suddetto, ricreando l'atmosfera del libro in questione. Costo: quattro soldi. Scopo: ripristino di scenari in un ambiente lungo il fiume Venchieredo. Area: 4.500 metri quadrati con alcuni percorsi ma anche con una traccia in legno che permette ai ciechi di visitare il posto da soli, col bastone, e con una cassetta che illustra la scena. Rendiamo la cultura un evento fisicamente raggiungibile anche in condizioni di disagio, trama naturale per bambini e vecchi, dilettanti e professionisti, abili e disabili, con molta discrezione ed un po' di coraggio. La nostra letteratura - e altre forme d'arte - se ne nutriranno. Sono luoghi dai confini in parte fisici, in parte mentali, con un lato aperto alla libertà creativa, con un'organizzazione comunale o regionale dietro, ma un impianto lieve, dissimulato, che non costa molto, con alcune norme pratiche al di là di quelle già note per i parchi pubblici. E' un esempio di partecipazione intellettuale al salvataggio della baracca nazionale. Un atto di fiducia, di fede.
Un Parco Letterario indica un luogo fisico, ma anche uno spazio mentale. Un ospite qui trova l'insieme reale, evocato o comunque possibile di un territorio che è stato fonte d'ispirazione di uno o più autori letterari. Le immagini e le storie di quei luoghi possono essere vissute autonomamente o attraverso una serie di iniziative ed attività organizzate appositamente per i visitatori del Parco Letterario. Con queste attività prende vita l'attività economica del Parco, semplice o più complessa, contribuendo al vero e proprio funzionamento dello stesso.

Nati da un'idea del sottoscritto Stanislao Nievo, i Parchi Letterari sono un marchio registrato della Fondazione Ippolito Nievo, che in tutta Italia li istituisce, li avvia all'attività e ne cura il controllo. La gestione turistica - culturale del Parco Letterario è solitamente affidata, in accordo tra la Fondazione Ippolito Nievo e l'Amministrazione locale, e regolata da apposito contratto con Providence S.r.l., ad una piccola o media impresa, possibilmente giovanile, che cura l'accoglienza dei visitatori, fornisce loro una serie di servizi e attività per la fruizione dei luoghi direttamente e coinvolgendo altri operatori economici e culturali. Nella costruzione di un parco letterario la fonte letteraria è il faro da seguire, come l'ispirazione letteraria, suscitata dal luogo e raccolta in una o più opere poetiche o narrative.E' la pagina letteraria intesa come codice di interpretazione del territorio nel suo insieme di cose materiali ed immateriali.
La presenza "fisica" di un Parco Letterario è evidenziata da "cartelli indicatori", di semplice e discreta fattura, da inserire con cura nell'ambiente. Un palo di legno infisso nel terreno, sulla cui cima è posto il simbolo del Parco, indica un luogo significativo del Parco. Le strutture direttamente funzionali alle attività del Parco sono già esistenti, magari da recuperare, e rappresentano luoghi simbolici dello stesso. La sede "ideale" del Parco Letterario è in un luogo, un edificio, fortemente simbolico (nel senso letterario, artistico e storico) e significativo nei confronti della comunità locale, collegato in qualche modo coerentemente alla figura dell'autore. A secondo dell'ubicazione e degli spazi a disposizione la sede può essere utilizzata in modo più simbolico o più, diciamo, "produttivo". Nel primo caso può essere la sede amministrativa del Parco e/o un punto di accoglienza e informazione. Nel secondo caso si utilizza quale Centro d'accoglienza, ovvero "Locanda della Sapienza", o ancora una volta quale punto di accoglienza e informazione. La sede del Parco è il principale luogo di produzione delle attività del parco e funge da raccordo per tutte le iniziative previste nell'area. E' anche il luogo dove vengono raccolti i dati per qualsiasi ricerca di marketing sulla clientela del Parco.

I Viaggi Sentimentali Sono il prodotto turistico del P.L. per eccellenza. E' un evento narrativo condotto da un cantastorie, da attori, musicisti… da protagonisti reali o mai immaginati. Una scoperta dei luoghi d'ispirazione attraverso l'emozione e l'uso dei sensi. I Viaggi Sentimentali sono il primo e maggiore strumento di promozione del Parco Letterario e costituiscono la spina dorsale produttiva dello stesso. "Prodotto turistico" o attività promozionale, I Viaggi Sentimentali sono destinati ad un pubblico vario, non necessariamente di "nicchia". "Sentieri del duemila" è invece il programma di attività che I Parchi Letterari rivolgono alla scuola. Un approccio didattico innovativo che partendo dal codice letterario interpreta il territorio visto come un insieme, con tutte le sue risorse ambientali, storiche, artistiche e di tradizioni di civiltà antiche e contemporanee.
Dai Campi Scuola alle visite dei luoghi letterari, dall'area di progetto ai corsi di aggiornamento per insegnanti il Parco Letterario è un valido strumento per un nuovo modo di fare scuola. Nei Parchi Letterari è possibile fare visite di un giorno, soggiorni da due giorni in poi e Campi scuola.
Volendo riassumere la situazione attuale, si tenga presente che I Parchi Letterari nascono per volontà individuali e riflettono differenti situazioni e personalità, sono gestiti da esseri umani e pertanto soggetti alla volontà, capacità, caparbietà e passione di singoli individui. Ciò significa che, nel tempo, alcunI Parchi Letterari hanno visto la luce, dapprima un bagliore che per molti è diventato sfavillante, per altri si è affievolito fino al punto di spegnersi. Ad oggi la situazione de I Parchi Letterari istituiti e che hanno tenuta accesa con convinzione, concretezza e amore quella luce, si possono vedere sulla cartina disegnata nel sito www.parchiletterari.com.
Risultano ad oggi attivi i seguenti Parchi: Prati, Nievo, Montale, Assisi, Dante nel Casentino, Cassola, Carducci, Leopardi, D'Annunzio, Jovine, Levi, Omero, De Sanctis, Basile, Vico, Morra, Campanella, Alvaro, D'Arrigo, Deledda, Savarese, Sciascia, Quasimodo, Vittorini, Verga, Federico II, San Nilo.


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